Essere Genitori
Più che una premessa

 

CLAUDIO BELLECCA


Essere genitori:
il più “facile” dei mestieri


Questo libro è dedicato a mio figlio Michele,
a Silvia e Michela, mie amatissime nipoti e
a tutti i bambini della Terra affinché abbiano un futuro più luminoso!
 

Con Amore incondizionato
Claudio Bellecca

 

“In ogni bambino è nascosto un sogno di
Dio”

Gibran Kahlil Gibran


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A mio padre Michele e a mia madre Vera (non più appartenenti a
questa dimensione) va tutto il mio Amore e la mia eterna gratitudine
per avermi aiutato a diventare un uomo.
 

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Ringraziamenti

        Ringrazio dal profondo del cuore tutti i bambini e tutti i genitori, con i quali sono venuto in contatto nei ventisette anni di professione al mio attivo, per quanto mi hanno insegnato.
        Uno speciale ringraziamento va a tutte le persone che, credendo in me, mi hanno incoraggiato a scrivere questo libro. In particolare ringrazio mia sorella Antonella, mio cognato Mario Felici, mia cugina Sandra Severini (scomparsa di recente prematuramente) e i miei cari amici Augusta Fanelli, Gianluca Passone, Achille Ippoliti, Sandro Sabatini, Mimmo Micarelli, Maria Allìa , Giuliana Galli e Claudio Vagni (anche lui purtroppo scomparso).
        Sono grato a Sonia Herrera e a Eleonora Cafiero per la meticolosità e la pazienza con cui hanno trasferito sul computer quel che ho scritto. Così come ho apprezzato molto i validi suggerimenti fornitimi da Laura Tedeschi, Francesca Serra, Rosarita Buccella e Viviana Normando in merito alla stesura di questa opera.
        La mia riconoscenza si estende anche a Leonardo Carrano, autore degli artistici disegni contenuti in questa pubblicazione, e a Valeria Viganò la scrittrice che si è occupata di apportare delle migliorie stilistiche al testo.
        Ringrazio, inoltre, Eliana Sorà, madre di mio figlio, per avermi dato la meravigliosa opportunità di diventare padre.
        Un grazie, perché no, lo riservo pure a me stesso per il coraggio, l’entusiasmo e la perseveranza che ho saputo tirare fuori nei sette anni che ho impiegato per elaborare questo libro.
        Rivolgo, infine, un commosso ringraziamento a Dio per il sostegno spirituale che mi dà nel fare il medico e il papà, nonché per avermi aiutato a rialzarmi tutte le volte che sono caduto.


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«Il migliore modo di capire e imparare la legge
dell’Amore è attraverso i bambini».
Mahatma Gandhi


Più che una premessa…

        Molto probabilmente non saranno pochi coloro i quali, leggendo il titolo di questo libro, sgraneranno gli occhi chiedendosi stupiti se sia stato commesso un errore di stampa o se, invece, l’autore sia da considerare un individuo a dir poco bislacco.  Mi sembra quasi di udire le parole di un ipotetico lettore il quale, ancora incredulo per ciò che ha appena visto, si lascia andare ad un salace commento: «come sarebbe a dire facile il mestiere del genitore? Ma è incredibile un’affermazione del genere! Vorrei proprio conoscere chi ha scritto una simile eresia. Giudicare l’operato degli altri è fin troppo semplice, mi piacerebbe vedere questa persona alle prese con un bambino! Al giorno d’oggi, è il caso di dirlo, se ne sentono e se ne vedono di tutti i colori…».
        Può darsi che, di primo acchito, si possa ipotizzare che io sia un tipo stravagante. Certo, non lo nego, se mi fosse capitato di leggere questo titolo diversi anni fa, vale a dire prima di iniziare un cammino di conoscenza e di consapevolezza, verosimilmente anch’io mi sarei meravigliato oppure avrei provato un istintivo scetticismo.
        So bene che se, anziché “facile”, avessi scritto “difficile” tutto sarebbe rientrato nella normalità. È noto, infatti, che la maggior parte della gente crede che essere genitori sia un compito
Essere genitori il più “facile” dei mestieri estremamente complesso ed oneroso. La mia opinione di papà, di pediatra e di uomo non collima affatto con questa diffusa convinzione.
        Ricorrere al termine “facile” sicuramente non è stato un espediente per attirare l’attenzione delle persone. L’idea è nata semmai dal presupposto secondo il quale, nella vita, è difficile o addirittura impossibile soltanto ciò che non si conosce o che
non si ha voglia di conoscere. Quando, invece, animati dal vivo desiderio di imparare qualcosa, siamo disposti ad affrontare gli iniziali ostacoli legati all’apprendistato, magari lasciandoci aiutare da chi ha più conoscenze di noi, ciò che volevamo acquisire diventa familiare e persino facile una volta che l’abbiamo fatto
nostro.
        Prendendo spunto da questa regola, peraltro applicabile anche alla educazione dei figli, ho voluto fare partecipi, stimolandoli attraverso una bonaria provocazione, tanti genitori del fatto che è possibile rendere più efficace e gratificante il proprio ruolo di educatori purché, beninteso, ci si animi del sano proposito di voler apprendere qual è la maniera ottimale per poterlo svolgere al meglio. Credo che questa lettura possa costituire un aiuto fattivo per tutti coloro i quali vogliono sviluppare nuove cognizioni e maggiori consapevolezze in merito.
        Desidero precisare che se il vocabolo facile è stato posto tra due virgolette, vuol dire che il suo significato non va preso alla lettera e che non è mia intenzione sminuire o ridicolizzare la figura del genitore la cui funzione riveste un ruolo di spicco nella vita di un bambino tanto da influenzarne lo stesso destino.
        Anch’io, essendo padre, mi sento sinceramente ed intensamente calato nei panni di educatore. Mai avrei trattato un tema così delicato quanto vitale ponendomi al di fuori o al di sopra delle parti perché credo che la saccenteria e la presunzione non
rappresentino assolutamente il modo migliore per far giungere agli altri le proprie convinzioni.

 

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