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«Le colpe dei padri ricadono sui figli…».
(Cfr. Deuteronomio, 5, 9)
I figli dei separati
Il numero dei figli di genitori separati ha
raggiunto valori considerevoli ed è pure in
continuo e progressivo aumento. Essendo
quello della separazione un evento ormai di
rilevanti proporzioni, ho creduto opportuno
parlarne per via delle implicazioni
psicologiche e delle ripercussioni che un
fatto così lacerante comporta sia
sull’educazione di un bambino che sul suo
domani di adulto.
Questa, comunque, non è l’unica ragione che
mi ha indotto ad inserire il presente
capitolo nel libro. Ce n’è anche un’altra
che mi coinvolge in prima persona: sono
separato da quando mio figlio aveva circa
tre anni. Conosco bene, avendolo provato
direttamente, cosa significhi fare il padre
in condizioni che non sono quelle ideali
perché ci si trova nell’impossibilità di
stare quotidianamente assieme a chi si è
procreato.
Aver constatato che quanto ho appreso in
merito a questo genere di problema mi
consente di dare un aiuto concreto ai
genitori che si rivolgono a me e che si
trovano nella mia stessa condizione, mi ha
ancor più invogliato a trattare un tema così
attuale fiducioso, come sono, che quanto ho
da dire possa tornare utile anche al
lettore.
Per offrire una visione esauriente
dell’argomento ho suddiviso il capitolo in
due parti. Nella prima sono evidenziati i
motivi che portano alla separazione mentre,
nella seconda, vengono esaminati gli effetti
sulla prole prodotti dalla separazione
medesima.
Ho concluso il capitolo con gli stessi
consigli che mi furono dati dopo essermi
separato e che si sono rivelati preziosi.
Messi in pratica, difatti, evitano
sofferenze e danni psichici ai nostri figli
e consentono a noi genitori di comprendere
che anche un’esperienza penosa come quella
della separazione può trasformarsi in una
grande opportunità per imparare a perdonare
e ad amare.
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