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«Non posso insegnare qualcosa ad un uomo.
Posso
solo aiutarlo a scoprirla dentro di sé».
Galileo
Molto più di una introduzione…
Questo libro ha origine dal profondo
convincimento che la nostra vita può essere
molto più soddisfacente dal punto di vista
qualitativo e che anche i nostri figli
possono vivere un’ esistenza più serena e
gioiosa se, giorno dopo giorno, siamo
disposti a migliorarci.
Appartengo a quel genere di persone che
credono fermamente che il caso e le
coincidenze non esistono. Sono un convinto
assertore del fatto che ogni circostanza ed
evento della nostra esistenza costituiscano
l’effetto di cause ben definite. Tutte le
esperienze che vivo, piacevoli o dolorose
che siano, ormai le considero messaggi che
racchiudono un certo tipo di insegnamento e
una precisa lezione che devo apprendere. La
vita è simile ad una scuola anzi, per la
verità, è la più importante di tutte le
scuole: ci riserva continui e significativi
ammaestramenti.
Dopo che ventisette anni fa
ebbi conseguito la laurea in Medicina e
Chirurgia, volli specializzarmi in Clinica
Pediatrica perché l’amore che nutrivo nei
confronti dei bambini aveva fatto nascere in
me una gran voglia di occuparmi di loro per
dare un
mio contributo nell’aiutarli a star bene. A
quel tempo, però, ero ignaro che io per
primo avevo la necessità di curare il
bambino malato che mi portavo dentro. Da
troppo lo stavo maltrattando e continuavo a
farlo, seppure inconsapevolmente, nonostante
le innumerevoli sofferenze che mi procuravo.
Senza che ne fossi cosciente, mi ritrovavo
ad essere “carnefice” ed insieme “vittima”
di me stesso. Fino ad allora i miei
atteggiamenti e le mie azioni, ben lungi
dall’essere ispirati dalla consapevolezza,
sembravano appartenere più che altro ad un
individuo il quale, immerso nella nebbia,
percepisce quello che gli sta attorno in
maniera sfocata e distorta.
Tutto ciò si verificava perché basavo il mio
modo di vivere prevalentemente sulla logica
e sul pensare anziché sull’intuito e sul
sentire. Agendo così, non solo mi precludevo
la facoltà di esternare i miei sentimenti e
le mie emozioni (e quindi mi privavo di
qualcosa di essenziale per un essere umano)
ma in più non mi rendevo conto che i miei
comportamenti e le mie reazioni nei
confronti degli altri e di tutto ciò che mi
succedeva erano manovrati da due grandi
impostori: la paura e la rabbia.
Un siffatto stile di vita era inevitabile
che infine determinasse in me una penosa
sensazione di impotenza simile a quella che
avverte una persona reclusa. Nel mio caso le
“mura” e le “sbarre”, anziché fuori, si
trovavano internamente ed imprigionavano la
mia anima.
Finché giunse il giorno in cui, stanco di
soffrire, mi dissi che doveva pur esserci
una maniera diversa di vivere. Quella
benefica affermazione costituì il primo
concreto segnale che qualcosa in me stava
finalmente cambiando dopo aver vissuto per
anni secondo rigidi schemi mentali.
L’ostinazione e l’orgoglio che mi avevano
accompagnato fino a quel momento
cominciavano a scemare facendo emergere, a
poco a poco, un inequivocabile desiderio di
lasciarmi dare una mano (cosa di cui, del
resto, avevo un disperato bisogno).
In passato, infatti, per dimostrare agli
altri che ero forte, avevo fatto sempre
tutto di testa mia e da solo comportandomi
da debole. Inoltre, avendo la presunzione di
essere costantemente nel giusto, non vedevo
gli errori che commettevo e di conseguenza
non chiedevo scusa quando sbagliavo. Tutto
questo mi relegava a vivere nel dolore e
nella frustrazione.
Un’idea, comunque, seguitava a ronzarmi
nella testa: non potevo più andare avanti
così, dovevo assolutamente liberarmi dalle
catene del passato e cominciare a vivere una
nuova vita. L’ipotesi che potesse esserci
un’ alternativa era diventata sempre più
pressante, anche se non sapevo ancora quale
fosse la strada più corretta da imboccare.
Stava per attuarsi la mia rinascita e
qualcosa nel profondo del mio animo mi
faceva presagire che non era affatto
lontana. Come una candela accesa rischiara
una stanza buia, così anch’io avevo iniziato
a far luce nella mia mente, lasciando che i
“fantasmi” in essa racchiusi iniziassero a
dileguarsi a poco a poco.
Di solito, allorchè si depongono le armi, il
soccorso non tarda ad arrivare. Nel mio caso
si presentò, di lì a qualche settimana,
sotto forma di un seminario di “leadership”
(sviluppo personale) che mi era stato
caldamente consigliato da Giuliana, una mia
carissima amica. Quando me ne parlò sentii
che dovevo assolutamente parteciparvi e così
feci. Fu un’esperienza a dir poco
illuminante,
destinata a segnare l’inizio del cambiamento
più radicale di tutta la mia esistenza.
Era il novembre del 1984 (avevo appena
compiuto 33 anni) e, quando ripenso a quell’evento,
commosso benedico in cuor mio chi mi diede
il prezioso suggerimento.
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